Uomo e robot, l’incredibile duo
Bellissima recensione del concerto dei Cobol Pongide su L’Arena! Un grazie a tutti i presenti alla magnifica serata! Favolosi Cobol ed Electrojj DIM LIVE. Giocattoli come strumenti musicali nell’esibizione dei Cobol Pingide a Sandrà
Uomo e robot, l’incredibile duo
Un tastierista che pigia bottoni e tastierine e un robotino che urla frasi sconnesse: un set efficace
La chiama “musica per anziani cosmonauti” ma in realtà è il risultato della fantasia e della tecnica di un artista che utilizza come strumenti musicali i giocattoli, andandoli a recuperare ovunque. Il programmatore Cobol (all’anagrafe di Roma: Fabrizio Carli) gira per l’Italia con Emiglino Cicala, il robotino vocalist, il frontman, anzi il frontbot. Insieme formano il duo Cobol Pingide.
Alla rassegna “DIM live”, al teatro di Sandrà di Castelnuovo, questo duo assolutamente fuori da ogni canone, ha proposto un set di pop elettronico che, a parte qualche ritmica registrata, è stato eseguito su giochi per bambini, consolle per videogame e chitarrine giocattolo.
Immaginate lo stupore dei presenti nel vedere un robotino che gira per la sala, urlando frasi sconnesse («Ci hanno ingannato/ non ci hanno dato il futuro promesso/ adesso dovremmo vivere tutti su confortevoli colonie marziane»), mentre un tastierista-programmatore si agita sul palco, intento a pigiare bottoni e tastierine. Se un gruppo rock parla con trasporto di strumenti di marche come Gibson, Yamaha, Rhodes e Fender, Cobol ha gli occhi lucidi se gli nominate roba della Chicco, della Casio, della Bontempi o il Commodore 64.
«La mia è musica realizzata con strumenti di recupero», ci spiega al termine del suo set. «Ho mappato tutti i cassonetti di Roma e periodicamente vado a frugarci dentro per trovare vecchi giocattoli, tastierine… Ci sono quartieri ricchi dove i bambini buttano via i giochi, quando ne ricevono di nuovi, e io non faccio altro che recuperarli, magari modificandone il suono attraverso la manipolazione dei chip». È la scena della “micromusic”, anche se Cobol non è un purista. «C’è chi usa solo strumenti a 8-bit. Io non seguo dogmi e perciò posso anche utilizzare delle basi, registrate da me. Lo scopo? Arrivare a creare musica coinvolgente, elettronica ma anche psichedelica, scegliendo di proposito strumenti con limitazioni molto nette, che magari con il tempo calano di nota; insomma, cambiare la destinazione d’uso dei giocattoli per trasformarli in strumenti veri e propri». Altro che cosmonauti! Questa è roba seria; roba per adulti che guardano il mondo che li circonda con occhi nuovi e orecchie pronte a tutto. G.BR.




