Appino, il toscanaccio che non le manda a dire
DIM LIVE. Ha scritto parole e musica dell’album «Andate tutti…». Questa sera si esibirà dalle 21
Appino, il toscanaccio
che non le manda a dire
L’autore dei brani dei The Zen Circus canterà e suonerà con chitarra, grancassa e charleston
Voce, chitarra, grancassa e charleston. Con la veemenza di un punk, la visione poetica di un cantautore e la sana volgarità di un cantastorie. Stasera alle 21 al teatro Dim di Sandrà di Castelnuovo il cantante e chitarrista Appino, autore dei brani del gruppo folk-punk The Zen Circus, suonerà in solitaria e in acustico nel nuovo appuntamento della rassegna Dim Live.
Nel gruppo toscano Appino è il motore: oltre a cantare, scrive parole e musica, e con il recente album, Andate tutti affan***, ha capovolto la direzione artistica della sua band. Con quest’ultimo album, infatti, gli Zen Circus si sono lasciati alle spalle la lingua inglese per incidere solo canzoni in italiano, un passaggio per certi versi indice delle mutazioni della scena sotterranea del nostro Paese. Il disco che precedeva Andate tutti… era addirittura un progetto multilingue con partecipazioni celebri (musicisti americani di culto provenienti da band come Talking Heads, Pixies, Throwing Muses, Violent Femmes). Intitolato Villa Inferno, come un paesino calabrese da cui il gruppo pisano è passato in uno dei suoi infiniti tour, ha rappresentato il primo passo verso un folk-punk in italiano con brani come Vanagloria, Figlio di pu*** e Vent’anni. Questi e altri andranno a formare il set di Appino al Dim di Sandrà che si baserà anche su canzoni originali, mai suonate dagli Zen Circus e qualche cover dei gruppi amati da questo zingaresco performer. Saranno versioni alternative, rabbiose e primitive. Con un coinvolgimento totale del pubblico. Il titolo Andate tutti affan*** è infatti indirizzato, oltre alla società oppressiva in cui viviamo, al pubblico stesso degli Zen Circus che domandava alla band, al termine di ogni concerto: «Ma quand’è che fate un disco in italiano?». Per le cover, come ha raccontato lui stesso, usa «solo con il plettro che cadde a Kurt Cobain durante l’esecuzione di In bloom a Modena». E se mescolate proprio l’energia dei Nirvana, la cattiveria toscana del primo Benigni che entrava in scena come Cioni Mario, l’ironia di Rino Gaetano e l’assalto folk dei Violent Femmes, avrete un’idea di quello che sarà Appino solista. G.BR.





